E’ stata costituita l’ASSOCIAZIONE DON GUIDO BORTOLUZZI. Lettera di Renza Giacobbi.

Cari lettori di GENESI BIBLICA,
è con gioia che vi comunico che è stata costituita l’ASSOCIAZIONE DON GUIDO BORTOLUZZI per custodire e diffondere gli scritti di don Guido.
Il direttivo è formato da me e da altri sei bravissimi collaboratori, teologicamente ben preparati e anche esperti in varie altre discipline, cosa preziosa per l’Associazione.
Poiché sono avanti negli anni è buona cosa che io pensi a mettere al sicuro l’Opera di don Guido e questa Associazione mi sembra il modo migliore.
Abbiamo convenuto di istituire una quota d’iscrizione molto ragionevole per raccogliere un numero di adesioni il più grande possibile.
L’associazione non ha finalità di lucro, e la cassa servirà solo per le attività dell’associazione.
Vi vorrei tutti accanto a me, per fare un fronte compatto a difesa e supporto di questa rivelazione e della Verità.
Al momento la Chiesa è giustamente molto prudente, ma verrà il tempo che questa rivelazione sarà accolta e valorizzata, secondo quanto ha predetto il Signore.
Spero di avervi tutti tra i sostenitori dell’associazione.

Auguro a tutti voi ogni bene.

Un Caro Saluto.

Renza Giacobbi

3 commenti su “E’ stata costituita l’ASSOCIAZIONE DON GUIDO BORTOLUZZI. Lettera di Renza Giacobbi.”

  1. 7 maggio 2015
    Buongiorno ho appena trovato in internet sito e documenti di Don Guido Bortoluzzi. Ho visto tutti i suoi video di Renza Giacobbi ed ho rintracciato anche documenti di Suor Faustina, di Maria Valtorta e Don Stefano Giacobbi. Sono documenti che mi hanno interessato, li leggerò tutti e poi li posterò sul mio Blog, (naturalmente citando la fonte).

    Sul mio Blog tempo fa ho inserito altri due personaggi Bertha Dudde e Jakob Lorber…

    Grazie di Tutto il suo lavoro.

  2. Buon giorno, in questi giorni di ferie, navigando su internet, mi sono imbattuto in alcuni Suoi interventi, che hanno suscitato il mio interesse. Anche perché mi sembra che la rivelazione fatta a Don Guido sulle origini dell’umanità aderisca perfettamente alla teoria elaborata dal professor Sem Deutscher, protagonista della terza parte del mio secondo romanzo “Ritorno alla verità”, nel suo saggio sul nazismo, dal titolo “Hitler e la Sacra Scrittura”, di cui vorrei farLe leggere la sinossi, riportata nelle ultime pagine di tale romanzo. Poiché non riesco a inviarLe allegati, mi permetto di riportarLe qui di seguito la parte a cui faccio riferimento, essendo al momento svincolato da contratti editoriali che me lo impediscano: “Il fenomeno del nazionalsocialismo di Adolf Hitler va letto da un’angolazione completamente diversa rispetto a quella tradizionale. Per noi cristiani, infatti, la storia umana comincia con la caduta dal paradiso e la successiva moltiplicazione della specie umana. Di qui la pluralità delle razze, di cui una, quella degli ebrei, si sarebbe rivelata la più idonea a trasmettere, di generazione in generazione, l’ideale dell’aiuto reciproco e della tolleranza fra tutti gli uomini. Ebbene, Abramo, da cui derivano gli ebrei, sarebbe la parte buona di Adamo, quella voluta dal Creatore, in seguito al diluvio universale e alla purificazione genetica favorita dalla moltiplicazione della specie. La necessità di trasmettere il gene di Abramo, chiaramente preannunciata nella Bibbia, dove, nel libro Genesi, al versetto 17,4, si legge che lo stesso sarebbe diventato ‘il padre di una moltitudine di nazioni…’, spiegherebbe le ragioni dello stanziamento degli Ebrei in ogni parte del mondo. Secondo la teoria del traducianesimo spirituale, il patrimonio genetico trasfuso nei figli attraverso la riproduzione generativa riguarda anche la dimensione psichica, l’anima. Ne consegue l’importanza di trasmettere il gene di Abramo in ogni parte del mondo. ‘L’albero buono’, infatti, ‘non produce frutti cattivi’…; la parte della sementa caduta ‘sulla terra buona’ produce ‘cento volte tanto’. Obiettivo di Adolf Hitler, al contrario, era diventare il creatore di una specie umana che lo ricordasse come tale in eterno, in competizione con l’Altissimo, alla cui opera è invece esclusivamente dovuta la vita sulla terra.
    E allora, come raggiungere questo obiettivo, se non cancellando dall’umanità il gene di Abramo? Ecco, dunque, le ragioni del genocidio: la sopravvivenza anche di un solo ebreo avrebbe rischiato di vanificare il progetto di Hitler, simboleggiato dalla svastica.
    Come la giostra di un luna park che ruoti su se stessa o il movimento rotatorio degli elettroni attorno al nucleo di un atomo, la svastica in passato aveva sempre rappresentato il moto del pianeta terra rispetto al sole e, con esso, il tempo che scorre in avanti e, quindi, la storia dell’umanità.
    Ma la croce uncinata voluta dal Führer presentava una caratteristica di non poco conto: diversamente dalle svastiche uncinate utilizzate in precedenza, infatti, quella di Adolf Hitler non era orientata verso destra, ma verso sinistra…
    E perché?
    Proprio perché il suo sarebbe stato il progetto antistorico per eccellenza: Hitler voleva tornare indietro nel tempo, fino a farlo scorrere nuovamente in avanti solo dopo di lui, dopo che si fosse realizzata, non già l’integrazione degli ebrei con le altre razze, bensì l’esclusiva esistenza della razza scaturita dalla sua selezione antistorica, garantita dalla brusca interruzione del processo di fusione delle razze e, quindi, dal genocidio.
    Il 1929 sarebbe stato un anno cruciale, perché si sarebbero verificati due eventi destinati a spalancare le porte al suo progetto: i patti lateranensi, da un lato, e la crisi economica di Wall Street, dall’altro.
    I patti lateranensi, infatti, sarebbero all’origine di due precisi impegni assunti dalla Chiesa: ricambiare il riconoscimento dei suoi spazi, schierandosi apertamente a favore del governo di Benito Mussolini, e impegnarsi a non ingerirsi in ogni questione politica, compresa quella dell’antisemitismo. La crisi economica di Wall Street, invece, sarebbe all’origine della drastica riduzione delle opportunità lavorative in Germania, in cui avrebbero trovato terreno fertile la competizione e l’antagonismo razziale nei confronti degli ebrei. Un’economia più povera, infatti, tende a realizzare strutture di opportunità differenziali, e ciascun essere umano tende ad amare il suo prossimo meno di se stesso, cedendo così facilmente alle lusinghe della superbia. La mia teoria si fonda sull’esame di alcuni testi religiosi, storici e filosofici: Adolf Hitler, innanzitutto, nutriva un singolare interesse verso il patrimonio genetico di alcuni individui che vivevano in Tibet, tale da indurlo a organizzare nel 1938 una vera e propria spedizione. Si trattava dell’estremo tentativo dei nazisti di recuperare il gene avvelenato di Adamo, nella speranza di trovarne traccia nel patrimonio genetico di individui che, per l’elevatissima posizione del loro habitat, potrebbero essere scampati, al pari di Noè e della sua famiglia, al diluvio universale. Non può sfuggire, a proposito del Tibet, quanto affermato dal filosofo Kant: “Questo è il paese più alto del mondo. Senza dubbio fu abitato prima di qualunque altro e potrebbe perfino essere stato la culla di tutto il creato e di tutta la scienza”. Il Führer è stato, a mio parere, il re di cui parla la Bibbia nel libro di Daniele, versetto 7,25, secondo cui ‘Un re […] proferirà parole contro l’Altissimo […] e avrà in animo di mutare i tempi e il diritto…’. E che la svastica sia il simbolo di questo progetto antistorico lo si evince anche da un’affermazione contenuta nel libro di Adolf Hitler Mein Kampf: ‘…riconosciamo…nella croce uncinata l’impegno a combattere per l’affermazione dell’uomo Ariano…’. In altri termini, l’interpretazione abituale che gli storici danno del nazismo perde tutta la sua validità non appena si consideri che il problema ebraico fu l’essenza stessa del sistema. Perfino l’odio del Führer verso il comunismo è legato, infatti, all’antisemitismo ed ha un fondamento religioso, come spiega Ernst Nolte, nel suo studio I tre volti del fascismo secondo cui: ‘…nel Dialogo di Eckart, Hitler aveva individuato l’origine del bolscevismo di Lenin in un bolscevismo più antico, quello di Mosè…’. A questa conclusione, del resto, si giunge anche leggendo un’altra affermazione di Adolf Hitler, contenuta nel suo Mein Kampf: ‘il marxismo tende regolarmente a mettere il mondo nelle mani degli ebrei’.
    Ebrei quali Gesù, Einstein, Marx e Kafka dimostrano chiaramente come l’idea hitleriana di razza inferiore non solo sia del tutto assurda, ma nasconda la volontà di impedire il disegno divino dell’integrazione, se non della vera e propria fusione genetica, tra gli ebrei e le altre razze. Einstein, del resto, non esitò ad affermare: ‘In passato venivamo perseguitati nonostante che fossimo il popolo della Bibbia, oggi lo siamo proprio per questo…’.
    Nel suo Mein Kampf, Adolf Hitler non può fare a meno di parlare del suo disegno politico in termini decisamente religiosi, attribuendo ai non ebrei il valore che le Sacre Scritture riconoscono agli ebrei: ‘Chi ha il coraggio di alzar la mano sulla migliore delle creature fatta a immagine di Dio, pecca contro il munifico creatore e coopera alla espulsione dal paradiso’”. Distinti Saluti. Procolo Ascolese.

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